Per le vostre vacanze: l'archeologia a Venosa

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Notarchirico

La città romana

La città di Venosa rappresenta un singolare e spettacolare esempio di linearità storica compresa tra l’età romana, medioevo ed età moderna. Le attestazioni più significative relativa alla colonia latina di Venosa, fondata nel 291 a.C., risalgono a terme pubbliche del I e III secolo d.C., e ad una ingente domus caratterizzata da pavimenti di mosaico della prima età imperiale.

Il resto degli edifici ad uso abitativo, datati a partire dal II secolo a.C. fino al V – Vi secolo d.C., sono posti all’interno di un isolato limitato da due strade basolate. All’interno di questa zona, posta al confine della città antica, è posto un anfiteatro, edificato in opera reticolata datato al I secolo d.C. Di tale edificio, utilizzato per lo svolgimento di spettacoli, sono oggi visibili in parte le gradinate e, in maggior misura, i corridoi di transito e parte degli ambienti sotterranei di servizio collocati al centro dell’arena.

Poco distante dall’anfiteatro, sempre nello stesso sito, è posta una struttura episcopale con un battistero, edificata tra i V e il VI secolo. Negli anni normanni, tale struttura religiosa, venne fusa in una ingente Abbazia in onore della Santissima Trinità, edificata per volere di Roberto il Guiscardo. Sempre con i Normanni, venne costruito un notevole ampliamento dell’Abbazia nel 1135, una progetto molto ambizioso che non verrà portato a termine dato il crollo della dinastia normanno verso la fine del XII secolo.

Questo progetto, che si fermò con la realizzazione delle mura perimetrali, fu progettato con una pianta a tre navate con forma allungata, la zona interna suddivisa da pilastri e colonne e ingenti capitelli corinzi, e un profondo transetto.

In base all’analisi del materiale utilizzato per la costruzione dell’Incompiuta, come numerosi rilievi funerari del II – I secolo a.C. o le lastre del foro di Venusia, attestano un fenomeno di depredazione, nel periodo medievale, dei monumenti della città romana, collegata alla volontà di ricordare nel proprio sacrario i fasti della potenza romana da parte della dinastia normanna che si considera loro erede.

L'età romana

La Via Appia AnticaFu nel 291 a.C. che venne fondata la colonia latina di Venusia, posta su un altopiano circondato da due valloni rispettivamente il Ruscello e il Reale. In base a fonti letterarie, si sostiene che i Romani si stabilirono in una zona già presieduta da popolazioni osco – sannite, di cui ancor oggi mancano reali attestazioni.

La nuova colonia si estendeva per circa 40 ettari, includendo anche la zona dall’Abbazia della SS. Trinità fino al Castello Pirro del Balzo. La struttura urbana era caratterizzata da piccoli isolati, per lo più stretti e allungati, su due assi viari che corrispondono all’attuale Corso Vittorio Emanuele e Corso Garibaldi che attraversavano tutta la città incontrando le strade secondarie ortogonali. La città era circoscritta dalla cinta muraria, realizzata su pianta quadrata, di cui è stata ritrovata una parte nell’odierno Largo Marello.

Si ritiene che nel 43 a.C. per volere dei Secondi Triumviri ci fu una nuova colonia che portò un netto cambiamento nel profilo sociale, politico ed economico della città. Il periodo dell’età imperiale rappresenta per la città un momento particolarmente favorevole, in base alle testimonianze delle principali strutture edilizie fin’ora rinvenute come l’anfiteatro, ingenti case privare o edifici termali.

Tra le realizzazioni pubbliche ritroviamo l’acquedotto, un tratto è ancor oggi visibile lungo il tratto dell’odierna via Appia. Sono stati ritrovati anche importanti reperti del castellum aquae, posizionato al confine della città, precisamente nel cortile e nelle zone sotterranee del Castello Pirro del Balzo, mentre sono incerte le attestazioni storiche riguardo il foro, ipoteticamente posizionato nell’odierna Piazza Orazio.

Per quanto riguarda le strutture di stampo religioso sono pervenute esigue attestazioni, per il periodo repubblicano è stata identificata una zona di culto nell’area dell’Anfiteatro, dove fu scoperta una serie di statuette fittili e ex-voto di carattere votivo. Altri reperti simili furono rinvenuti nella Chiesa della SS. Trinità e nella zona delle terme, nonostante non siano ancora state rinvenute testimonianze di tipo monumentale.

Per quanto riguarda la documentazione sugli edifici pubblici si dispone di maggiori documentazioni, si ritiene fosse presenta un teatro o un odeon in base al rinvenimento di una scultura del periodo tardo repubblicano che raffigurava un Telamone. Per quanto concerne le necropoli si ritiene si estendessero lungo le principali strade extra urbane, un esempio è l’antica Via Appia, oggi Via Melfi, lungo la quale sono ancora visibili resti di un monumento funerario conosciuto come “la Tomba di Marcello”. Infine la città possedeva un vasto territorio fornito di strutture produttive in un sistema di centuriazione regolare.