Turismo a Venosa

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La storia di Venosa

Lingue e Dialetti a Venosa

Venosa: tradizione e folclore

Comune in provincia di Potenza, precisamente nella zona del Vulture, tra i 196 comuni iscritti all’associazione “I borghi più belli d’Italia”, con le altre quattro città della regione Guardia Perticara, Pietrapertosa, Acerenza e Castelmezzano.

Circoscritta da una folta vegetazione, Venosa è posta nella zona nord-orientale della Basilicata, su un’altura dell’Appennino lucano, sul confine con la Puglia.

Vacanza culturale: architetture religiose

  • Chiesa del Purgatorio, VenosaComplesso della Santissima Trinità
    La Santissima Trinità fu edificata sui resti di un tempio pagano in onore alla dea Imene, una struttura che comprende due chiese: la Chiesa Antica, o anche detta Chiesa Vecchia, è stata costruita nel periodo paleocristiano, restaurata in seguito per mano dei Longobardi e dei Normanni. Custodisce la tomba degli Altavilla e di Aberada, moglie di Roberto il Guiscardo ripudiata.

    La Chiesa Nuova, anche detta Incompiuta, fu edificata tra l’XI e il XII secolo, allo scopo di espandere la chiesa antica e utilizzando i materiali presi dall’anfiteatro romano, dal nome possiamo apprendere che la costruzione non fu mai terminata.
     
  • Concattedrale di Sant'Andrea
    La chiesa fu costruita su commissione di Pirro del Balzo dal 1470 al 1502, consacrata nel 1531, per facilitare la costruzione fu distrutta la chiesa di San Basilio, le abitazioni e le botteghe circostanti.

    La struttura si suddivide in due piani e tre navate, decorate da archi a sesto acuto. La Cappella del Santissimo Sacramento, posta nella navata destra, è caratterizzata dalla presenza di un arco decorato con putti, candelabri e festoni. Nel piano inferiore è posta la cripta che custodisce la tomba di Maria Donata Orsini, la moglie di Pirro del Balzo.
     
  • Chiesa del Purgatorio
    Costruita nel 1679 per opera dei Confratelli del Monde dei Morti, la Chiesa del Purgatorio è una struttura in stile barocco anche detta Chiesa di San Filippo Neri.

    Il portale principale presenta una incisione sulla quale è riportata una frase del poeta latino Orazio Flacco “Pulvis et umbra”. Si ritiene che al progetto abbia partecipato un architetto di Roma, inviato del Cardinale Giovanni Battista De Luca. Nella zona interna è presente un polittico del Seicento, del quale si ignora l’autore, che ripropone la raffigurazione della creazione del mondo, inoltre sono anche presenti le tele di Carlo Maratta del XVIII secolo.
     

Visitare Venosa: Altre chiese

  • Chiesa di Santa Maria della Scala: Innalzata nel 1589 ad opera del vescovo Rodolfo da Tussignano e fino al 1868 ospitava quaranta monache cistercensi. La chiesa conserva le reliquie di San Teodoro.
  • Chiesa di San Martino: Di origine medievale (1262), è situata in un vicolo della parte antica di Venosa.
  • Chiesa di San Domenico: Fu costruita nel 1348, la chiesa conserva l’annesso convento che si estendeva col giardino fino a piazza Orazio.
  • Chiesa di San Rocco: Fu costruita nel 1501, dopo una pestilenza che infestò la città, in onore di San Rocco (patrono di Venosa) che avrebbe protetto la città dalla peste.
  • Chiesa di San Biagio: Monumento rinascimentale che presenta i medaglioni laterali raffiguranti lo stemma di Pirro del Balzo e lo stemma dei principi Ludovisi.
  • Chiesa di San Giovanni Battista: Costruita intorno al 1500, conserva la statua di Sant'Antonio, che viene onorato il 13 giugno.
     

La tua vacanza a Venosa: architetture civili

  • La casa di Orazio Flacco, VenosaPalazzo Calvini
    Fu edificato nel Seicento, successivamente ristrutturato e modificato tra il Settecento e l’Ottocento, il Palazzo Calvini presenta all’interno una tavola di marmo detta “I Fasti Municipali”, sulla quale sono incisi tutti i nomi dei magistrati romani in carica dal 34 al 28 a.C., oggi sede del comune della città.
     
  • Casa di Quinto Orazio Flacco
    Risale al II secolo d.C., la casa di Orazio comprende due stanze, probabilmente in passato parte di un complesso termale: la prima è di forma semicircolare decorata con arredi e accessori del periodo romano ricostruiti grazie alle tecniche dell’archeologia sperimentale, la seconda rettangolare, priva di copertura. Particolarmente importante da un punto di vista architettonico è la zona esterna grazie alla presenza della parete muraria in opus reticulatum e opus latericium.
     
  • Palazzo del Balì: La sua edificazione risale al XV secolo e la sua restaurazione venne effettuata dal Balì dei Cavalieri di Malta.
     
  • Palazzo De Luca: Eretto intorno al cinquecento e appartenuto alla nobile famiglia De Luca.
     
  • Palazzo del Capitano: Sul margine del vallone Ruscello ingloba parte delle antiche mura cittadine.

Cosa vedere a Venosa: Fontane

  • Fontana Angioina
    Edificate per esaltare la figura di Carlo d’Angiò, nel 1298, che fu ospite nella città nel 1271 e nel 1272. La fontana è caratterizzata da due leoni in pietra, originari delle rovine romane, collocati all’estremità, una colonna romana collocata al centro e 22 piuoli in pietra che distanziano la Fontana dalla piazza del Castello.
     
  • Fontana di Messer Oto
    Fu edificata per rendere omaggio al re Ruggero D’Angiò, tra il 1313 e il 1314, sovrastata da un ingente leone di pietra, precedentemente sottratto da una costruzione romana presente nella città, nella zona posteriore è caratterizzata dalla presenza di una grande vasca, in passato utilizzata come lavatoio pubblico.
     
  • Fontana di San Marco
    Risalente a fine cinquecento, venne così definita dall'omonima chiesa che sorgeva di fronte.

Turismo a Venosa: architetture militari

  • Castello Aragonese
    Per volere del duca Pirro del Balzo, il Castello Aragonese venne edificato nel 1470, nella zona in cui un tempo sorgeva l’Antica cattedrale e, prima di essa, un sistema di cisterne del periodo romano, i cui resti è possibile osservarli nel cortile del Castello. Nel Seicento, il Castello fu adibito a struttura signorile per volere di Carlo ed Emanuele Gesualdo. Presenta una pianta quadrata e, sui quattro angoli, torri a forma cilindrica; inoltre è circondato da un fossato mai riempito, oggi nel castello ha sede la Biblioteca Comunale e il Museo Archeologico.