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Dialetto lucano. Usi, costumi e tradizioni in Basilicata

Il dialetto popolare lucano rientra nel sistema dei dialetti meridionali intermedi in base alla Carta dei dialetti d’Italia di Pellegrini. L’Italia meridionale è stata particolarmente interessata da numerosi scontri per la conquista e l’insediamento di nuovi popoli nel corso della storia, la Basilicata in particolare è stata sottomessa da numerose popolazioni straniere che hanno contribuito all’importazione di diverse parlate molto eterogenee. Queste sono le motivazioni che spiegano la presenza nel dialetto lucano, ma anche in molti altri dialetti regionali, di notevoli diversità in base alle differenti zone della regione.

Informazioni culturali: I dialetti lucani

Nonostante presenti caratteristiche tipiche della regione e presenti in ogni sua frazione, il dialetto lucano presenta molte influenze linguistiche delle regioni limitrofe, acquisite, in particolar modo, dalle località presenti lungo i confini territoriali. In un discorso generale possiamo affermare che il dialetto della Basilicata si suddivide in quattro tipologie più un dialetto alloglotto con origine extraromanzo.

  • Il dialetto presente nella zona appenninica lucana è parlato nell’area centrale e occidentale della provincia di Potenza e in molti comuni delle zone dell’entroterra materano. La caratteristica di questo dialetto è la pronuncia chiusa delle vocali e presentano anche molte similitudini con quello campano.

    Sono presenti delle eccezioni tra i sei comuni di Vaglio di Basilicata, Tito, Picerno, Pignola e Trecchia compreso lo stesso capoluogo, Potenza, dove sono presenti dialetti gallo-italici della Basilicata, probabilmente per un’immigrazione del periodo medievale di popolazioni che provenivano dal Piemonte, in particolar modo dal Monferrato, ciò ha favorito la formazione di una fonetica molto differente, differenze attenuate nel corso degli anni.
     
  • Il dialetto relativo alla zona apulo-lucana comprende l’area orientale e nord-orientale della Basicliata, precisamente nella zona collinare adiacente alla Puglia della provincia di Matera che comprende, in particolare, i comuni di Irsina, Montescaglioso e Matera stessa, oltre ai comuni posti sulla valle de Bradano e della zona nord-orientale della provincia di Potenza come Lavello, Venosa, Rionero in Vulture, e altri…

    Quest’area linguistica presenta una fonetica ricca di vocali aperte con caratteristiche molto simili al dialetto barese dell’area di Matera. Nella zona che comprende il comune di Melfi e le zone adiacenti, il dialetto conserva molti tratti in comune con la provincia di Foggia e dell’area nord di Bari. Una caratteristica peculiare è l’assenza quasi totale del passato remoto nell’uso dei verbi, sostituito spesso con il passato prossimo.
     
  • Il dialetto presente nella zona meta pontina include l’area della Piana di Metaponto dove possiamo trovare i comuni di Rotondella, Tursi, Scanzano Ionico, Policoro, Nova Siri, Montalbano Ionico, Bernalda e Pisticci. Presentano una forte base latina ma con notevoli influenze greche, inoltre presentano caratteristiche molto simili alla zona appenninica, favorito dal forte fenomeno di immigrazione degli anni ‘60/’70. Inoltre presenti tracce anche del dialetto della zona di Taranto e della Calabria.
     
  • Il dialetto che comprende la zona dell’area arcaica calabro-lucana è presente nella zona meridionale della provincia di Potenza, precisamente nell’area posta a sud del fiume Agri e della provincia di Matera, come deducibile dalla stessa denominazione, risentono di notevoli influenze del dialetto calabrese.

    Questa zona, assieme al versante calabrese, collocato a sud rispetto al massiccio del Pollino, è chiamata dai linguisti Mittelzone o area Lausberg, caratterizzata da una struttura vocalica che per alcuni aspetti si differenzia di gran lunga dai territori circostanti, con la presenza di vocalismo che ricordano molto quelli di provenienza sarsa e siciliana.

    Sono presenti due eccezioni, una riguarda il dialetto marateota, una zona linguistica alloglotta del comune di Matera che fonde radici latine, greche osche e arabe, e vocalismi siciliani. L’altra interessa il dialetto lauri sciano, con una forte radice napoletana, presente prevalentemente a Lagonegro e nel Vallo di Diano.

Inoltre va inserito anche il dialetto cilentano settentrionale che, nonostante sia presente nei comuni della provincia di Salerno, appartiene anche alla famiglia lucana, anche in questo dialetto ritroviamo vocalismi siciliani.

In base alle classificazioni effettuate da Giovan Battista Pellegrini nella Carta dei dialetti d’Italia, nel gruppo dei dialetti lucani vengono menzionati il dialetto lucano nord-occidentale, quello del materno, il dialetto lucano centrale e quello dell’area di Lausberg.

È necessario sottolineare che tale classificazione, effettuata sulla base dei dati recuperati dall’Atlante italo-svizzero, registrati negli anni venti, non tengono in considerazione dell’area metapontina, zona di antropizzazione molto recente.
 

Dialetti alloglotti

Il dialetto di radice albanese, anche detto arbëreshë, è utilizzato in alcuni comuni di provenienza albanese della provincia di Potenza, che interessa in particolar modo l’area del Vulture e del Pollino.
 

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