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Informazioni culturali: le colonie greche

Visita due tra le più belle colonie greche della Basilicata, arte storia e cultura... La tua vacanza nelle meravigliose zone archeologiche della Lucania.

Informazioni culturali: Siris

Mappa della Lucania, sulla destra Siris, Heraclea e MetapontumTerminata la prima fase greca proto coloniale, nella zona di Policoro sorse Siris, una colonia greco-orientale situata presso la foce del fiume Sinni, verso la metà del VII secolo a.C., e definitivamente rasa al suolo per mano delle colonie achee di Metaponto, SIbari e Crotone. La città fu fondata per volere di profughi Kolophon, una città affacciata sulla costa ionica della Turchia, che fu presa di mira dalle popolazioni lidio-anatoliche del re Gige.

In seguito all’assalto da parte delle popolazioni di Sibari e di Metaponto, Siris dovette sottostare alle leggi dell’impero sibarita. Non sono state ritrovate tracce, nonostante le numerose ricerche, presso la foce del Sinni ma un insediamento relativo alla fase sirita, con strutture sparse è stato rinvenuto presso la zona di Policoro. L’insediamento è formato da una serie di capanne infossate della tradizione indigena, ma anche case a pianta quadrata secondo il modello greco. Presente anche una notevole documentazione relativa al culto religioso di Siris, ad esempio il materiare di culto dei santuari, e relativo anche ai culti finerari.

In base ai reperti possiamo affermare che presso le necropoli era praticato un culto funerario misto, come l’incinerazione di provenienza greco-orientale e l’inumazione supina rannicchiata in base ai costumi indigeni e l’inumazione di bambini all’interno di ingenti vasi. Tra gli oggetti di provenienza greco-orientale è il deinos caratterizzato dalla presenza di cavalli affrontati che conferma il grande livello artistico raggiunto dai lavoratori della ceramica di Siris. In seguito alla disfatta di Sibari, avvenuta nel 510 a.C., la città fu nuovamente oggetto di conquista nell’interesse delle città vicine, ma alla fine fu occupata dalla fondazione thurino-tarantina di Herakleia.

Informazioni culturali: Herakleia

La città di Herakleia fu fondata tra il 433 e il 432 a.C. e fu influenzata pesantemente da un punto di vista culturale dalla città di Taranto. Herakleia presenta una pianta regolare, distinta da un punto di vista topografico in varie zone come la città bassa, l’acropoli e la depressione mediana, la fondazione della città ha incluso tutte queste aree con una struttura urbanistica realizzata nei primi decenni del IV secolo. A causa della pressione da parte del mondo italico, la città di Taranto stabilisca ad Herakleia la Lega Italiota, la confederazione di tutte le colonie magno-greche contro i Lucani, che proietta la città al centro dell’interesse dei conflitti con il mondo italico.

Scenario di due importanti scontri bellici, nel III secolo, assiste alla battaglia tra Pirro e i Lucani e Romani nel 280 a.C. e alle vicende di Annibale durante la Seconda Guerra Punica, nel 214 a.C. Nello stesso secolo la città vive un periodo particolarmente positivo, ma nel I secolo a.C. Herakleia subisce le conseguenze del passaggio di Spartaco e della guerra sociale.

Successivamente trascorre un secondo periodo di stabilità nella fase augustea che termina subito dopo quando la città entra in una fase di declino, a partire dal IV secolo d.C. Lungo il percorso espositivo è possibile ammirare le varie fasi e gli aspetti della vita quotidiana della poils, le abitudini nella città e nella campagna con le produzioni artigianali, come quelle della ceramica e della coroplastica di origine tarantina.

È anche presente una notevole documentazione presso i santuari di Dioniso e Demetra che erano presenti e frequentati sin dal periodo di Siris. Presso questi santuari è possibile ammirare le statue di Demetra e Kore e molte altre statue votive che attestano l’antica tradizione di pratiche culturali da parte dei fedeli per quanto riguarda i riti dell’età giovanile e adulta.

Un'importante documentazione storica per la città di Herakleia sono le Tavole Bronzee, oggi custodite presso il Museo di Napoli, in base a disposizioni statali sulla produzione agricola e sull’organizzazione del territorio. Le necropoli sono poste lungo le vie di ingresso della città antica, mentre il rito funebre più utilizzato era l’inumazione supine nella fossa con la copertura di tegole o disposti in casse di lastroni litici.

Verso il IV secolo si attesta l’incinerazione dentro ingenti vasi con raffigurazioni rosse e con scene collegate al culto dei morti, mentre verso la fine dello stesso secolo si ritrovano reperti di differenti forme vascolari con figure rosse o di vernice nera. Presso i resti delle sepolture femminili sono stati rinvenuti oggetti della toilette, come specchi in bronzo, o alcuni ornamenti, come anelli in oro o argento, orecchini e fibule, mentre in quelle maschili spesso è presente lo strigile, il simbolo della palestra.

Le datazioni delle necropoli abbracciano un vasto periodo cronologico dalla fine del V secolo a.C. fino all’età imperiale. Desta particolarmente interesse la tomba detta di Policoro risalente al 400 a.C. che custodisce numerosi vasi probabilmente realizzati da grandi pittori proto italioti.
 

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