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Visitare Rionero in Vulture

Informazioni turistiche: Feste ed eventi a Rionero in Vulture

Normalmente chiamato Rionero, Rionero in Vulture conta circa 13.510 abitanti nella provincia di Potenza, ha ricevuto la Medaglia d’argento al merito civile per gli atti di abnegazione nella Seconda Guerra Mondiale. La città è nota in tutta l’Italia per la ricchezza delle acque Minerali, infatti, in queste zona ha sede l’azienda “Fonti del Vulture” che produce l’ “Acqua Lilia”.

È anche nota per il suo vino, l’Aglianico del Vulture ne è un esempio, ma anche il Moscato Bianco e per il suo olio DOP del Vulture. Inoltre, da ricordare che la città ospita il CROB, uno dei centri più importanti sulla ricerca oncologica sul campo nazionale.

 

Informazioni turistiche: Storia

Panorama di Rionero in VultureL’etimologia del nome tutt’oggi è incerta, in base ad alcuni studi si suppone derivi da “Rivo Nigro”, ruscello nero, una sorgente che affiora dal tufo vulcanico di colore nero, che percorre tutto il paese dividendolo in due zone. In base ad alcuni tombe rinvenute nelle località Padulo, Cppella del Priore e San Francesco, si può affermare con certezza che la città venne abitata sin del IV secolo a.C.

Rilevanti sono i resti di un acquedotto romano posti sulla fiumara di Ripacandida, nella zona della città attuale. In seguito a scavi effettuati presso la “Torre degli Embrici” è stato rinvenuto, nel 2004, un insediamento agricolo – termale datato verso gli ultimi secoli avanti Cristo fino al Medioevo.

Le prime attestazioni sul “Casale di Santa Maria di Rivonigro” si hanno nel 1152, anno in cui viene citato come feudo del vescovo di Rapolla. Con il bando di Giovanni D’Angiò nel quale venivano accordate esenzioni e immunità popolari per la neonata Atella, nel 1316 la città fu abbandonata quasi del tutto. Tra il XVI e il XVII secolo il casale subì numerose fasi di popolamento e abbandono fino all’arrivo di una comunità di contadini di origine albanese emigranti verso la città di Melfi nel Quattrocento.

Un terremoto, nel 1694, colpì duramente la città che contava l’esigua cifra di 700 persone. Con la famiglia Caracciolo, alla quale era dovuto il feudo, autorizzarono il disboscamento, il dissodamento e la coltivazione di quei terreni occupati dei boschi della località Gaudo che garantì un rilancio economico e un forte incremento della popolazione. Nel 1811 Rionero superò i 11000 abitanti e il 1°Maggio divenne Comune autonomo con il decreto di Gioacchino Murat.

A causa della disfatta del Regno delle Due Sicilia e l’inserimento nel regno dei Savoia, la città fu una delle località predilette dalle rivolte brigantesche, infatti qui nacque il celebre brigante Carmine Crocco conosciuto con il nome di “Donatelli” che, con un gruppo di 2000 uomini, sottomise la maggior parte della regione mettendo il crisi il neo governo di Vittorio Emanuele II.

A rionero nacque anche Giustino Fortunato, uno dei principali fautori della “questione meridionale”, accanto a Francesco Nitti di Melfi. Il 1943 rappresentò per la città uno dei momenti più tristi per tutta la sua storia, 18 cittadini furono fucilati dalle truppe naziste e due morirono durante l’assalto ai magazzini dei viveri. In memoria dei caduti venne eretta una stele, nella zona del massacro, e la città ottenne la Medaglia d’Argento al Merito Civile.
 

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