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Monumenti e luoghi d'interesse a Melfi

Architetture religiose

  • La Cattedrale di MelfiCattedrale di Santa Maria Assunta 
    Edificata a partire dal 1076 su commissione di Roberto il Giuscardo, oggi conserva poche tracce degli anni normanni a causa dei numerosi terremoti e dei continui restauri che hanno trasformati visibilmente l’aspetto della Cattedrale oggi di impronta barocca. Fa eccezione il campanile, costruito nel 1153 per volere di Ruggero II, che presenta ancora lo stile romanico normanno.
     
  • Chiesa di Sant'Antonio 
    I lavori per la costruzione della chiesa iniziarono bel 1423, mentre i lavori di restaurazione si avviarono dopo il 1851. A causa del terribile assedio ad opera dell’esercito di Odet de Foix del 1528, la struttura fu pesantemente danneggiata pesantemente, riuscì a rimanere indenne ai terremoti del 1731 e del 1752 ma nel 1851 fu nuovamente danneggiata.

    La chiesa presenta uno stile romanico e gotico, con affreschi dello stesso periodo. Una statua in legno, dipinta in oro, di Sant’Antonio con Bambino sottolinea la devozione della chiesa al santo ufficializzata tra il XVII e il XVII secolo. In occasione di interventi di restaurazione furono ritrovati due archi in stile gotico, degni di nota per la data di ricostruzione, avvenuta dopo il sisma del XV secolo, incisa sull’arco trionfale.
     
  • Chiesa rupestre di Santa Margherita
    Risale al 1200, la Chiesa rupestre fu ricavata, per intero, nel tufo; scoperta da Gian Battista Guarini presenta affreschi con soggetti quali S.Margherita, arcangelo Michele, Madonna con Bambino, Cristo in Trono e San Giovanni Battista. Particolarmente interessante è la rappresentazione di Federico II che si scontra con due scheletri, noto schema di memento di mori. 

    Tre figure laiche, in divisa da falconieri, presenti tra gli affreschi della chiesa, sono state oggetto di studio per il critico napoletano Raffaele Capaldo che le ha identificate come i componenti principali della famiglia imperiale sveva: Federico II, il figlio Corrado IV e la moglie Isabella d’Inghilterra. Tale rappresentazione è particolarmente interessante perché, oltre ad essere un forte richiamo alla famiglia imperiale rappresenta anche la raffigurazione pittorica più antica su tema affrontato a noi giunto.
     
  • Chiesa rupestre della Madonna delle Spinelle
    Fu scoperta nel 1845 in seguito al tragico smottamento, oggi è possibile ammirarne solo la cappella terminale con pianta esagonale e sei semicolonne che reggono un cornicione. Nel periodo medievale era parte integrante della Basilica di S. Stefano, struttura di stampo paleocristiano con numerose navate e cappelle annesse. In passato utilizzato come luogo di riunioni e congressi, si ritiene valida l’ipotesi che identifica, in questa struttura, la partenza dei soldati normanno di Boemondo e Tancredi d’Altavilla in occasione della prima Crociata in Terra Santa.
     
  • Chiesa rupestre di Santa Lucia
    Posta tra Melfi e Rapolla, precisamente in contrada Giaconelli, la struttura si presenta in un unico ambiante con volta a botte. Del XIII secolo sono gli affreschi presenti nella cripta, in seguito restaurati dal pittore prof. Tullio Brisi, con uno stile e un orientamento principalmente bizantino con illustrazione delle storie della santa. Notevole è, inoltre, la raffigurazione della “Madonna con Bambino”, posta su un trono mosaicato che racchiude le tipiche caratteristiche delle opere bizantine.
     
  • Chiesa della Madonna del Carmelo (o Chiesa del Carmine)
    In passato parte integrante del Convento dei Carmelitani, di ingente estensione tanto da ricoprire parte delle strutture circostanti. Il portale in legno, in origine della chiesa, oggi conservato nel Palazzo del Vescovado, riporta immagini che identificano esempi della concezione medievale della morte. Oggi, la confraternita che gestisce questa chiesa, assieme alla confraternita di S. Anna, cura i riti della Settimana Santa e l’esecuzione di canti della tragedia del Golgota.
     
  • Chiesa di San Teodoro
    È certa l’edificazione in tempi remoti ma si ignora la data di costruzione, prima data certa è il 1040, anno in cui la Chiesa divenne Parrocchia per mano del vescovo Monsignor Baldovino, fino al 1988, periodo in cui il vescovo Mons. Cozzi unì alla chiesa la Cattedrale. La chiesa custodiva le reliquie di San Petronilla, San Sebastiano, San Teodoro M. purtroppo disperse in seguito al sisma del 1980, inoltre è possibile ammirare un crocifisso in legno e una statua della “Madonna Desolata”.
     

Altre chiese

  • Chiesa rupestre dello Spirito Santo
    Struttura costruita nella roccia, è posta a 900 metri di altitudine tra la vegetazione del Monte Vulture. Oggi è possibile ammirare una statua della madonna trasportata per le vie della città in occasione della festa della Pentecoste in ricordo della battaglia tra i francesi e gli spagnoli a Melfi.
     
  • Chiesa di Santa Maria ad Nives
    Edificata nel 1570, per mano dell’albanese Giorgino Lapazzaia, arrivato a Melfi nel 1534. La chiesa è da tradizione legata al rito arbëreshë, che celebra due antiche tradizioni: lo Spirito Santo e “panedduzze”.
     
  • Chiesa della Trasfigurazione di Nostro Signore e Convento
    Posta sulla collina Tabor è oggi sede dei Cappuccini. Fu edificata nel XIII secolo, in principio casa noviziato in seguito adibita a studio teologico e filosofico.
     
  • Chiesa di San Lorenzo
    Costruita nel 1120 annessa all’Abbazia di “Sant’Ippolito” di Monticchio si ritiene sia una delle chiese più antiche di Melfi. Con una struttura ottagonale è seguita da un moncone di una torre del XII secolo.
     

Architetture civili

  • Il Palazzo della Corte, MelfiPalazzo del Vescovado
    Originariamente edificio normanno dell’XI secolo, negli anni fu caratterizzato da numerose modifiche in conseguenza degli ingenti terremoti che hanno infestato queste terre, fino ad assumere un aspetto barocco nel 700. Nel palazzo è presente una Pinacoteca, nella quale sono esposti dipinti di Nicola da Tolentino a Cristiano Danona, ha sede anche la biblioteca vescovile che custodisce importanti documenti come le “Cinquecentine”.
     
  • Palazzo Araneo 
    Con una facciata di stampo rinascimentale, il resto della struttura presenta caratteristiche di forte richiamo medievale. In principio sede del tribunale, di originaria proprietà della famiglia Mandina, è posto su un giardino pubblico nel quale sono presenti due monumenti con busti in bronzo del sen. Floriano Del Zio e dell’on. Arduino Severini.
     
  • Palazzo Severini
    Edificato nel XVI secolo, all’epoca convento dei Carmelitani, negli anni passò nelle mani di Decio Severini, scrittore e professore universitario dell’ateneo di Pisa e di Roma e direttore generale delle irrigazioni in Argentina, progettista di opere ingenti in Italia e in Egitto. Attualmente ospita un’agenzia assicurativa.
     
  • Palazzo Sibilla 
    Edificato nel XVI secolo, originariamente dimora del generale Ascanio Sibilla che ebbe numerosi riconoscimenti quali la medaglia al valore militare e benemerito per gli aiuti e i soccorsi ai terremotati di Messina, oltretutto anche sindaco di Melfi tra il 1952 e il 1956.
     
  • Palazzo della Corte
    Il palazzo risale dal XVI secolo, antica sede del municipio, oggi sede della pro loco di Melfi. Custodisce un busto di Federico II, consegnato alla città dalla Repubblica Federale Tedesca.
     
  • Palazzo Mandini
    Il palazzo presenta una facciata neoclassica che contrasta con il resto dell’edificio di stampo cinquecentesco.
     

Fontane

  • La Fontana del Bagno di MelfiFontana del Bagno
    Edificata nei primi anni del Novecento, originariamente utilizzata dai cittadini per lavare i panni, ristori per i cavalli e per scorte d’acqua quando non erano ancora presenti gli impianti idrici nelle case. In passato a pochi passi dalla fontana era presente una delle porte della città denominata “Porta del Bagno”.
     
  • Fontana del Bagnitello
    Luogo di soste e di ristoro per i viandanti, pellegrini e contadini fu ristrutturata nel 2003 grazie ai finanziamenti dell’associazione “Lucani in Umbria”.
     
  • Fontana Stazione
    Costruita nel 1989, è posta nella piazza sulla quale si affaccia la stazione di Melfi.
     

Architetture militari

  • Castello
    Costruito per mano normanna, è una delle strutture più conosciute di tutta la Basilicata ed anche uno dei castelli di epoca medievale più significativi di tutto il meridione. Luogo scelto da Roberto il Guiscardo per esiliare la moglie Alberada ripudiata per unirsi in matrimonio con Sichelgaita di Salerno. Fu anche luogo in cui Federico II promulgò la Costituzioni di Melfi. Con la presa al potere degli Angioini, il castello vide numerose ristrutturazioni ed ingenti cambiamenti, nominato nel 1284 la residenza ufficiale di Maria d’Ungheria, moglie di Carlo II d’Angiò. In seguito gli Aragonesi lo consegnarono in principio alla famiglia Caracciolo e, in seguito, al principe Andrea Doria fino al 1950.
     
  • Cinta Muraria
    Costruite dai Normanni, le mura circoscrivono tutto il centro storico di Melfi estendendosi per oltre quattro chilometri. La cinta muraria segue l’orlo del pianoro, lungo il quale fu costruita la città, su ogni lato caratterizzato da scoscendimenti e da veri e propri precipizi. La cinta rappresenta uno dei rari esempi di fortificazioni nel sud Italia, costruita in differenti fasi nei periodi bizantino, normanno, svevo e aragonese. Gli ultimi interventi furono nel trecento con Niccolò Acciaiuoli e nel quattrocento con Giovanni Caracciolo, allo scopo di fortificare la difesa contro le artiglierie nemiche, al quale corrisponde l’aspetto attuale. Numerose furono le operazioni di restauro, necessarie a causa dei numerosi terremoti, in particolare nel 1930.
     
  • La Porta Venosiana, MelfiPorta Venosina
    Una delle sei porte presenti lungo la cinta muraria, oggi sopravvivono solo tre a causa dei numerosi terremoti e saccheggi. Costruita nel periodo svevo, è l’unica delle porte oggi presenti che presenta un ottimo stato, fu edificate sul tracciato antico verso la città di Venosa e verso la via Appia. Sulla desta è possibile ammirare lo stemma di Melfi mentre a sinistra lo stemma dei Caracciolo, che si occuparono della restaurazione delle mura verso la fine del quattrocento. In passato una lapide esaltava la gloria e la grandezza della città, costruita per volere di Federico II, in seguito sostituita da Giovanni Caracciolo la lapide ancor oggi presente. Di stampo decisamente svevo è l’arco ogivale mentre di successiva costruzione è la torre cilindrica, annessa nel 400 per volere di Caracciolo.
     
  • Porta Troiana
    Edificata nel XV secolo, per volontà del principe troiano Caracciolo, dell’opera oggi restano solo alcuni ruderi.
     
  • Porta Calcinaia
    Porta posta nei pressi del castello, in passato orientata verso la zona artigianale dove si produceva argilla e calce, verso il centro storico e verso l’odierna via Normanni, che ancor oggi porta al Castello. Anche di questa costruzione ne rimangono solo pochi resti.
     

Altro

  • Piazza Duomo, MelfiPiazza Duomo
    Anche nota come Largo Marconi, riunisce la Cattedrale e il Palazzo del Vescovado. Ogni anno, nel mese di ottobre, si svolge la Sagra della Varola, una festa che esalta la famosa castagna di Melfi il “marroncino”.
     
  • Piazza Umberto I
    Nota anche come Piazza Municipio, è il fulcro del centro storico di Melfi dal XI secolo, periodo in cui era il luogo di riferimento principale del borgo medievale. Vicoli, vicoletti e le gradinate della piazza presentano ancor oggi rilievi, decorazioni in pietra e pozzi.
     
  • Corso Garibaldi
    Arteria principale della città sin dal 1500, chiamata anche Strada del Vescovado, riunisce numerosi palazzo genitlizi.
     
  • Rione Chiuchiari
    Fondato nel 1534 da immigrati albanesi capitanati da Capitan Kiukieri, fu abbandonato nel 1597.
     
  • Via Vittorio Emanuele
    Seconda arteria storica della città, singolare per le testimonianze storiche, un esempio è il portale in pietra di Rapolla che appartiene all’ospedale diretto dalla comunità francescana.
     
  • Rione Bagni
    Conosciuto anche come Borgo, è posto fuori dalle mura che circoscrivono la città, in passato luogo delle attività produttive provenienti dal passaggio del fiume Melpes.

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