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Turismo culturale: La storia di Matera

I Sassi di MateraLa città di Matera presenta un territorio con molte testimonianze di antichi insediamenti sin dall’età paleolitica, un esempio sono le numerose grotte disposte lungo le Gravine del materano entro le quali sono stati rinvenuti numerosi oggetti di quel periodo testimoniando la presenza di gruppi di cacciatori. In base alle tracce rinvenute di differenti villaggi trincerati si pensa che attorno al Neolitico questi insediamenti divennero più stabili.

Il primo assetto urbano lo ritroviamo nell’Età dei metalli, l’attuale Civita, precisamente sulla riva destra della Gravina. Inizialmente villaggio preistorica trincerato nei secoli successivi divenne una vera e propria città con probabili origini greche, tale teoria è supportata dallo storica Volpe nelle “Memorie storiche profane e religiose sulla città di Matera”.

Volpe fortifica la sua ipotesi ricollegandosi al simbolo della città, un bue con le spighe di grano, tipico simbolo della Magna Grecia; un altro storico, Gattini, avvalora le teorie di alcuni studiosi che affermano che il simbolo riproponga l’emblema di Metaponto, appunto un bue, e le spighe di grano come figure ricorrenti delle monete greche. Inoltre, sempre Gattini, per confermare le sue teorie cita alcuni dei versi del poeta Tommaso Stigliani: “Il marinaro di Metaponto antica, la quale a nostra età dett'è Matera” con il riferimento ai profughi metapontini accolti dalla città di Matera dopo la distruzione della loro città ad opera di Annibale. Sulla base delle ipotesi di Cely Colaianni, sembra che la città fu inizialmente chiamata Mataia ole dai Greci, deriva etimologicamente dal Mataio olos con significato incerti ma sembra con un riferimento alla Gravina, percorsa da torrenti.

Una seconda ipotesi ritrova l’etimologia del termine in Mata, letteralmente cumulo di rocce, radice già utilizzata per numerosi nomi geografici, una terza ipotesi sostiene che derivi dalle iniziali di Metaponto ed Heram, poiché ospitò i profughi delle città in seguito alla loro distruzione. In ultimo Mateola, antico nome della città probabilmente riconducibile al consolato romano di Quinto Metello Numidico che la ricostruì con l’aggiunte di mura di cinta e alte torri. Anche Plinio il Vecchio fece riferimento alla città di Matera nella “Naturalis Historia”, Liber III, 105, infatti chiamò Mateolani gli abitanti della città e li inserì tra gli Apuli Lucani, uno dei tre popolo Apuli da lui indicati, “Apulorum genera tria”.

Durante il periodo della Magna Grecia Matera stabilì stretti rapporti con le colonie poste sulla costa meta pontina, in seguito, nel periodo romani, fu luogo di passaggio e approvvigionamento. Matera, nel 664 d.C. fu sotto il dominio longobardo e fu incorporata al Ducato di Benevento.


Quando la città di Matera venne posta sotto il dominio dei Longobardi nel 664 d.C. fu anche inserita nel Ducato di Benevento. Il periodo compreso tra il IX e il X secolo vede un alternarsi di lotte tra i Longobardi, Saraceni e Bizantini con l’unico scopo di sottomettere il territorio al loro dominio, proprio in occasione di uno dei tenti tentativi per scacciare i Saraceni per mano delle truppe di Ludovico II, imperatore dei Franchi, la città venne distrutta completamente. Negli stessi anni la provincia di Matera fu oggetto di un notevole fenomeno di immigrazione da parte dei monaci benedettini e bizantini che si diressero verso le grotte della Gravina istituendo Chiese rupestri.

A partire dal 1043, in seguito all’insediamento dei Normanni, la città trascorse un periodo di pace. I secoli a venire furono caratterizzati da carestie e terremoti duranti i quali Matera fu per molto tempo città Regia, sciogliendosi più volte dal dominio feudale. Sotto il dominio aragonese Matera passò al Conte Gian Carlo Tramontano, ucciso nel 1514 a causa di un’insurrezione cittadina da parte della popolazione oppressa dalle tasse. Fino al 1663 Matera fece parte della provincia di Terra d’Otranto, successivamente divenne capoluogo della Basilicata fino al 1806, anno in cui Giuseppe Bonaparte, trasferendosi a Potenza portò nella nuova città anche le competenze.

Nel 1927 Matera venne riconosciuta capoluogo di provincia. La prima in assoluto, tra le terre del Mezzogiorno, ad insorgere contro i nazisti, si ricorda infatti il 21 settembre del 1943 come il “Giorno della strage di Matera”, giorno in cui gli abitanti insorsero contro il potere nazista. Furono dieci le persone che persero la vita durante la ritirata contro i mitragliamenti dei nazisti, inoltre ci furono altri dodici morti in occasione della rappresaglia nazista. Palmiro Togliatti fu il primo a far nascere la “questione de Sassi di Matera”, in seguito ripresa da Alcide De Gasperi, infatti nel 1952 fu emanata una legge che stabilì l’abbandono dei Sassi e l’edificazione di nuovi quartieri residenziali.

Proprio in questi quartieri residenziali si formò la città nuova che ospitò 15.000 abitanti, ma già nel 1980 fu parzialmente distrutta a causa del terremoto che si scatenò sull’Irpinia. Grazie ad una nuova legge nazionale del 1986 fu finanziato il progetto di recupero degli antichi rioni di Matera, abbandonati al degrado da più di trent’anni.

L’UNESCO nel 1993 dichiarò i Sassi di Matera Patrimonio Mondiale dell’Umanità.
 

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